Profilo del Fondatore Angelo Polito

Angelo Polito nasce a Licata, provincia di Agrigento, il 5 agosto 1921.

A quattordici anni lascia la sua bella Sicilia, parte per il Piemonte ed entra nel seminario di Alba,

foto seminario tutti

foto seminario Angelo

dove rimane fino a venticinque anni quando, per motivi che non è mai riuscito a spiegare neppure a se stesso, durante una vacanza a Licata decide di non tornare più in seminario. Non è una crisi religiosa, la sua. Al contrario la fede è e resterà fino all’ultimo il punto fermo della sua vita.

Rimane per qualche tempo nel suo paese, poi si trasferisce da alcuni parenti a Roma. Inizia a lavorare come procacciatore assicurativo. Nel 1950 incontra l’amore della sua vita, Antonietta, che poi lui chiamerà sempre con il nomignolo di Ina, una giovane ragazza di Cassino (FR) arrivata a Roma insieme alla mamma e al fratello più piccolo dopo il drammatico bombardamento di Montecassino. Angelo e Ina si sposano il 12 ottobre 1952 nella chiesa dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciolo.

matrimonio

La loro unione è allietata nel 1953 dalla nascita della primogenita Giovanna; nel 1955 arriva Loriana; Massimo nasce nel 1957 e infine nel 1961 arriva quella che ancora oggi è considerata la “piccoletta” della famiglia, Annamaria. A gennaio del 1958, Angelo e Ina si trasferiscono dal Quarticciolo in Via Olevano Romano, dove era stato assegnato loro un alloggio delle case popolari. Frequentano la Chiesa dell’Addolarata fino al giorno in cui Angelo scopre, in seguito ad un serio malore del figlio Massimo, l’esistenza della Parrocchia S. Maria Madre della Misericordia, alla Borgata Gordiani. Massimo, che all’epoca aveva solo sette mesi, era febbricitante, rifiutava di mangiare già da qualche giorno. Il medico di famiglia lo aveva visitato, aveva prescritto una cura e le cose sembravano andare meglio. Il dottore era tornato per un controllo il pomeriggio confermando che il bambino si stava rimettendo. La sera stessa Massimo ha una crisi, Angelo in preda al panico esce alla disperata ricerca di un telefono (all’epoca non esistevano i cellulari e, essendo alloggi nuovi non vi erano neanche i telefoni fissi). Camminando, quasi correndo, arriva alla Borgata Gordiani e vede la Parrocchia, entra e, spiegato il suo problema, chiama il medico che gli dice cosa fare. È il primo incontro tra Angelo Polito e don Giovanni Paganizza, allora Parroco della Parrocchia Santa Maria Madre della Misericordia. Un incontro che si trasformerà con il tempo in una preziosissima collaborazione. Angelo, infatti, non si limita a frequentare insieme alla sua famiglia la santa messa della domenica, ma partecipa con impegno a gran parte delle attività parrocchiali e con un folto gruppo di uomini pieni d’amore per Cristo e per i propri fratelli, affianca il Parroco nell’opera di sviluppo economico e di evangelizzazione del quartiere che allora era solo una borgata piena di problemi e di necessità tanto materiali che spirituali. Diventa presidente degli Uomini d’Azione Cattolica.

con don Giovanni Paganizza et al

L’ultima domenica di maggio si celebra la festa di S. Maria Madre della Misericordia, e fin dal primo giorno del mese Angelo corre per le vie del quartiere insieme ai suoi fedeli compagni per sensibilizzare negozianti, abitanti e anche visitatori occasionali, vendere biglietti della lotteria affinché la festa sia degna della “festeggiata”. Durante la Processione, la sua voce tuona forte al grido di “EVVIVA MARIA…EVVIVA MARIA”. Quel grido esce dal cuore e dimostra il grande amore e la profonda devozione che Angelo ha sempre avuto per la Mamma Celeste e riesce, con il suo entusiasmo, a trascinare tutto il quartiere.

Passano gli anni. Nel 1977 la secondogenita di Angelo, Loriana, si fidanza con Lamberto e l’Africa entra in casa Polito. Il fidanzato, infatti, è quello che abitualmente è chiamato “un uomo di colore”, originario del Congo Brazzaville, Africa centrale. I due si sposano a febbraio del ’79 e dopo sette anni e quattro figli, Loriana segue il marito in Congo, dove lui era rientrato un anno prima dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Mineraria all’Università la Sapienza di Roma. Arriva il 1989 e Angelo e Ina decidono che è ora di andare a trovare la figlia, che nel frattempo aveva partorito la quinta bambina, in Africa. Il 20 dicembre 1989 atterrano all’aeroporto di Pointe Noire, capitale economica del Congo e città di residenza della famiglia N’Goumba (questo è il cognome del marito di Loriana).

primo viaggio in Congo

I coniugi Polito sono felici di costatare che la figlia con la sua famiglia vive in una bella casa fornita di ogni comodità. Angelo, però, sa che la realtà per molti abitanti del luogo è ben diversa da quella dei suoi cari. Il suo spirito missionario lo spinge a visitare i quartieri più poveri della città, anche se bisogna dire che in Africa spesso povertà e benessere vivono a fianco a fianco. Insieme a dei sacerdoti congolesi scopre situazioni di disagio miseria ignoranza mancanza di cure ingiustizia.

a Makabana (Congo)

Durante un viaggio in uno dei villaggi del Congo, vedendo una donna partorire sotto un albero promette a se stesso che, una volta in Italia, avrebbe bussato a tutte le porte implorato e, se necessario, si sarebbe messo in ginocchio per ottenere aiuti per quei fratelli.

Mantiene la sua promessa. Rientrato a Roma, dopo un soggiorno di sei mesi, comincia subito a sensibilizzare conoscenti amici e soprattutto i parrocchiani. Raccoglie fondi che vengono spediti a Pointe Noire per aiutare a costruire scuole centri d’assistenza medica comprare medicinali. Angelo è però convinto che lo sviluppo di un popolo inizi dalla sua istruzione. Decide quindi di creare un’associazione il cui scopo principale sarà il sostegno agli studi, attraverso le adozioni a distanza, di bambini/e ragazzi/e dell’Africa centrale, in particolare del Congo Brazzaville. Un’associazione che porterà il nome proprio di quel parroco, ormai da diversi anni tornato alla casa del Padre, con il quale Angelo ha condiviso tante battaglie per aiutare gli ultimi i più emarginati: nasce la “Piccola Opera don Giovanni Paganizza”, il cui motto è: “Sono ignudo… ho fame… non so leggere… non so scrivere”. E ancora: “Noi rendiamo grazie continuamente a Dio per voi” (San Paolo).

Nei primi anni, l’Associazione funziona in maniera “casareccia”. Angelo, grazie alla sua capacità di comunicazione, riesce a radunare un buon gruppo di collaboratori e ad attirare molti sostenitori, istaurando con tutti un vero e proprio rapporto di amicizia cristiana.

Angelo e Ina fanno altri tre viaggi in Congo. In uno degli ultimi, si consolida l’amicizia con un religioso del Congo Kinshasa, missionario a Pointe Noire, padre Aimé Mobwete della Comunità delle Beatitudini, che i coniugi Polito avevano già conosciuto, tramite Loriana, a Roma. Padre Aimé, insieme con una delle sue figlie spirituali, sta costruendo un orfanotrofio a Pointe-Noire che sarà intitolato a “Padre Pino Puglisi” dove saranno accolti, non solo gli orfani che il religioso ha già raccolto in seguito alla guerra civile del 1997, ma anche tutti quei bambini che, per cause diverse, sono soli e abbandonati e che la Divina Provvidenza vorrà mettere sulla loro strada. L’Orfanotrofio sarà gestito da un’associazione locale, la Famille Anuarite, di cui padre Aimé è il vice presidente e Mme Giselle Mantot (questo è il nome della cofondatrice) la presidente. Inizia una grande collaborazione tra le due Associazioni, buona parte dei bambini/e e ragazzi/e dell’Orfanotrofio sono adottati a distanza dalla Piccola Opera che sostiene il lavoro di padre Aimé anche con la raccolta di fondi per aiutare a terminare i lavori di costruzione della struttura.

Con il tempo e con l’ampliarsi delle attività, ci si rende conto che è arrivato il momento di dare all’Associazione una veste ufficiale e nel 2010, dopo aver percorso l’iter previsto, la Piccola Opera entra a far parte delle associazioni di volontariato riconosciute dalla Regione Lazio.

con lo striscione della piccola opera

Il 25 febbraio 2011 Angelo Polito torna alla casa del Padre. Negli ultimi giorni di vita, il suo pensiero è spesso rivolto alla “sua Africa”. Ripete continuamente le parole: “I bambini, non abbandonate i bambini.” E ancora “VOGLIATEVI BENE, NON COSTA NULLA”.